Per la mostra di ED ad Oderzo, 11.2.2005
Il filo della storia percorre tutta l'opera di Paola Volpato; emerge un continuo rimando dialettico con le storia dell'arte perdendosi talvolta nella preistoria, talvolta nella citazione di grandi artisti d'ogni tempo.
E' chiaro dunque che il sottofondo filosofico è proteso alla ricerca del simbolo inteso come apertura di senso del mondo e sulla sua comprensione. Compare anche una dimensione che in certi momenti può sembrare ludica, ma che invece deve essere vista come una manifestazione di libertà intellettuale dell'artista sostanziata da un acceso sperimentalismo tecnico, dalla compenetrazione di vari materiali e da riflessioni soggettuali che vanno al di là della banale rappresentazione . Dunque il suo virtuosismo si esplica in modo appropriato al fine dell' espressione della sua interiorità e della sua arte.
Le sue "battaglie" altro non sono che la dimostrazione concreta di come sia possibile concentrare l'intelletto e l'arte: le tensioni e le contorsioni fisiche e corporali preludono a quelle ideali e spirituali. Tra moderno e antico fanno da unione le sue "madonne" in cui l'immagine medievale, quasi da icona bizantina si arricchisce di materiali moderni che la proiettano in una dimensione astorica.
Interessante anche sulla poetessa Dickinson che la pittrice ha sviluppato nel tempo stabilendo quasi una simbiosi tra biografia spirituale di lei e della sua poesia creando così un ciclo di opere volte a comprendere al meglio l'operato della scrittrice.
Tutte queste compenetrazioni dimostrano come la dimensione culturale dell'artista sia ampia e sia volta a cogliere e a capire lo scibile umano e chiarire che l'arte intesa come espressione di uno stato lirico, è simulacro di libertà da ogni condizione e costrizione.
Siro Perin